Da 28 anni, specialisti nel realizzare lavori complessi
e sistemi vetrati per l'architettura di edifici pubblici e privati

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Domande frequenti e normativa parapetti in vetro

Domande frequenti e normativa parapetti in vetro

Domande frequenti sui parapetti in vetro

1. A quale spinta deve resistere il parapetto?
2. Tutti gli accessori in commercio sono sicuri?
3. Esiste una normativa che impone uno specifico tipo di certificazione?
4. E’ sufficiente che il vetro sia in classe 1B1 per parlare di parapetti certificati?
5. E’ sufficiente verificare gli accessori con calcoli strutturali o test di laboratorio?
6. Di chi sono le responsabilità civili e penali per l’installazione di parapetti non certificati?
7. Che tipo di certificati deve richiedere il cliente?
8. Come può un fornitore tutelarsi ed offrire garanzia al cliente?
9. Altre domande

1. A quale spinta deve resistere il parapetto?

spinta-superioreIl parapetto per essere condiderato a norma devere resistere ad
una spinta applicata sul bordo superiore (che deve essere posto tra 100 e 110 cm dal piano di camminamento) che va da 100 a 300 kg/m,
a seconda della destinazione d’uso dell’ambiente in cui è installato il parapetto.

 

2. Tutti gli accessori in commercio sono sicuri?

rottura-accessoriI produttori di accessori vetrati a fissaggio puntuale sono in continuo aumento, ma una buona parte dei prodotti, soprattutto
per quanto riguarda gli accessori relativi ai parapetti, sono oggetti metallici non idonei all’uso per cui sono destinati.

Se testati in un contesto applicativo reale, molti prodotti non rispondono minimamente ai requisiti di sicurezza previsti e
cogenti
e sono quindi formalmente e sostanzialmente pericolosi da utilizzare.

3. Esiste una normativa che impone uno specifico tipo di certificazione?
Secondo le disposizioni di riferimento, le strutture vetrate devono essere verificate con i carichi statici prescritti dal nuovo
D.M. 14/1/2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni” G.U. n°29 del 4/2/’08 e successivi aggiornamenti e sottostare al requisito
vincolante di sicurezza all’impatto come richiesto dalla UNI 7697:2007 (L.206 6/9/’05)

1) UNI 10807:1999
“Ringhiere Balaustre o Parapetti prefabbricati – Determinazione della
resistenza meccanica ai Carichi Dinamici”;

2) UNI 7697:2007
“Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”

L’osservanza della UNI 7697 è un obbligo in quanto la Legge n° 206/2005 eleva a rango di legge la norma 7697:2007.
Questa norma dispone circa le caratteristiche, delle realizzazioni in vetro.
In riferimento ai parapetti di vetro le prescrizioni della UNI 7697:2007 al punto 8.2.4 – prospetto 1, la categoria prestazionale minima è la classe 1B1.

4. E’ sufficiente che il vetro sia in classe 1B1 per parlare di parapetti certificati?

rottura-vetroNo. La norma evidenzia che la classe prestazionale minima consiste nel fatto che i vetri utilizzati per la realizzazione
di parapetti vetrati debbano essere ANTI CADUTA NEL VUOTO.

Molti esecutori ne danno però una lettura superficiale interpretando che, indipendentemente dal sistema di fissaggio del parapetto
alla struttura primaria, quello che è importante è utilizzare un vetro certificato secondo la UNI EN 12600:2004 in classe 1B1.

Questa interpretazione non è corretta, cioè non basta utilizzare un vetro di classe 1B1 per far sì che il sistema automaticamente
sia conforme alle normative, è indispensabile verificare le condizioni di carico, il sistema dei vincoli e le dimensioni del vetro
per decretarne la correttezza.

L’unico caso in cui è sufficiente l’uso di un vetro certificato 1B1 (previa verifica sulle condizioni statiche della lastra) è
quando quest’ultimo è inserito in un telaio metallico che lo supporta sui quattro lati.

5. E’ sufficiente verificare gli accessori con calcoli strutturali e/o test di laboratorio ed utilizzare un vetro 1B1?

No. Molti produttori di accessori verificano, tramite calcoli strutturali e/o test di laboratori, che l’accessorio non
collassi alla prova di impatto (peraltro non sempre applicando quella di 600J), ma attenzione:
così facendo, verificano solo l’accessorio non il “sistema balaustra”. Cioè distribuiscono gli accessori come se bastasse il loro
semplice utilizzo per rendere a norma qualunque tipo di applicazione nel suo insieme.

Non è così, in tale modo, fornendo gli accessori certificati estrapolati dal contesto vetrario e dal vincolo reale di applicazione,
senza peraltro specificare chiaramente quali sono i limiti di impiego, demandano l’obbligo di verifica all’installatore o al
progettista.

La UNI 7697 cita testualmente che:

“Nel calcolo e nella scelta della composizione delle lastre se ne devono considerare le dimensioni e il metodo di ancoraggio.”

6. Di chi sono le responsabilità civili e penali per l’installazione di parapetti non certificati?

caduta-vuotoLe esponenti che possono configurarsi in uno scenario costruttivo sono:

1. Il progettista architettonico
2. Il progettista esecutivo
3. Il direttore dei lavori
4. Il produttore di accessori
5. Il vetraio
6. L’installatore
7. L’impresa edile acquirente
8. Il committente finale

In funzione del loro operato vediamo, secondo la ns. interpretazione, quali responsabilità potrebbero avere:

1. Il progettista architettonico
Si occupa del progetto in chiave estetica, non scende a definire le particolarità costruttive.

Responsabilità: in genere nessuna.

2. Il progettista esecutivo
Definisce modalità costruttive e prestazionali.

Responsabilità: sempre responsabile.

3. Il direttore dei lavori
Deve assicurarsi che il prodotto installato sia a norme.

Responsabilità: responsabile per definizione.

4. Il produttore di accessori
Produce gli accessori del sistema, può fornire o meno certificati di conformità esaustivi, in genere relativi ai soli accessori
di produzione.

Responsabilità: in genere mai responsabile a meno che non fornisca i certificati di conformità del sistema.

5. Il vetraio
Produce i vetri, spesso consapevole che saranno utilizzati come parapetti, ma in genere non ha conoscenza del vincolo di installazione.

Responsabilità: in genere mai responsabile.

6. L’installatore
Si intende per installatore la figura che ha in carico la comessa, non il montatore semplice terzo che esegue il solo montaggio
seguendo precise indicazioni. È la figura più importante ai fini della produzione perchè, in caso di mancanza del progettista
esecutivo o del direttore dei lavori, assume la fuigura di progettista.

Responsabilità: sempre responsabile quando assume il ruolo di progettista; spesso responsabile anche in tutti gli altri casi
tranne quando acquisisce il prodotto completo di certificati di conformità; deve comunque accertarsi sempre che,
sotto l’aspetto formale, la documentazione sia in regola (verifica di rispondenza tra il sistema di prova e corrispondenza dell’applicazione
in cantiere)

7. L’impresa edile acquirente
In genere acquista il parapetto come componente edile che poi rivende al suo committente in un contesto generale, è quindi
acquirente esperto e consapevole, soggetto a varie norme per le costruzioni che deve ben conoscere;
deve pertanto acquistare i componenti con cognizione di causa e accertarsi della rispondenza alle normative.

Responsabilità: generalmente sempre responsabile.

8. Il committente finale
Sia privato che pubblico acquista in buona fede un prodotto che presuppone in regola rispetto alle norme tecniche per l’uso
a cui viene destinato, a meno che non acquisti il prodotto per un uso diverso da quello richiesto.

Responsabilità: generalmente mai responsabile.

7. Che tipo di certificati deve richiedere il cliente?

parapetto-normaCertificato di conformità, cioè una dichiarazione dalla quale risulti che il parapetto installato risponda alla
certificazione in CLASSE 1B1 testato secondo la norma UNI 769/2007 resa legge dalla n° 206/2005 e quindi che:

– 1. L’analisi del parapetto sia stata condotta secondo le prescrizioni del D.M.I. del 14.01.2008 e
della Circolare del Ministero delle Infrastrutture e TRASPORTI N° 617 DEL 02.02.2009, PUBBLICATO SULLA
Gazzetta Ufficiale n° 47 del 26/02/2009 suppl. Ordinario n° 27;

– 2. Le fasi di analisi siano state condotte in accordo alle disposizioni normative vigenti.

3. Sia stata effettuata la prova di impatto, rilevabile da un rapporto di prova emesso da un istituto certificato.

8. Come può un fornitore tutelarsi ed offrire garanzia al cliente?

1) Richiedere ad un professionista abilitato una relazione di calcolo per la specifica applicazione del sistema e che
questa sia supportata da una prova all’impatto come previsto, quindi con verifica che tenga conto tanto dei vincoli statici
che degli effetti dinamici nel contesto strutturale nel quale sarà installato il sistema.

2) Acquistare un “sistema” corredato da certificato di conformità
adeguato alla specifica applicazione reale per cui il bene è destinato.

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